La cordata per Alitalia di imprenditori italiani, con cui tanto speravo il Caimagnaccia facesse l'insano gesto, allo scopo di garantire l'italianità della compagnia, e l'italianità di coloro che dureranno a pagare i debiti, c'è. Ma solo per una parte. Infatti Alitalia sarebbe stata divisa in due, una parte acquisita da sedici imprenditori made in Italy (come Benetton, Colaninno, Marcegaglia, Ligresti, Caltagirone), mentre per l'altra parte è previsto un piano, effettuato da Intesa San Paolo, che, attraverso un commissario straordinario, Augusto Fantozzi, gestirà tutti i guai e i debiti della vecchia compagnia.La "parte buona" della compagnia, affidata a Colaninno effettuerà investimenti per il rilancio della nuova compagnia, che però porterà al licenziamento all'incirca di 7000-7500 dipendenti (Air France in primavera aveva previsto nel caso di acquisto di Alitalia un esubero di 2000-2100 dipendenti) che finiranno in mezzo alla strada, oltre al calo del numero di aerei in flotta, solo 150, e gli aeroporti che non esisteranno più.
La "parte cattiva" sarà invece nelle mani di Augusto Fantozzi, ex ministro dei governi Dini e Prodi I, che gestirà gli asset da conferire alla nuova Alitalia (che nascerà integrando le attività operative di Alitalia con la compagnia Air One, in una nuova società creata dalla famigerata cordata di imprenditori italiani) e la difficile gestione dei debiti e degli esuberi che resteranno sulle spalle della società commissariata, che poi dovrà essere liquidata.
Prima domanda: dove finiranno questi 7000 dipendenti, piloti, hostess, meccanici, impiegati che verranno licenziati? Matteoli dice che "non finiranno in mezzo a una strada", ovvero ammortizzatori sociali a moquette, cassa integrazione per anni, passaggio ad altri enti pubblici, come ad esempio le Poste, che però pochi giorni fa hanno lasciato a casa un bel po' di lavoratori precari, e noi paghiamo, oltre al milione di euro che perde al giorno e i 300 milioni stanziati da Berlusconi.
Seconda domanda: la divisione che farà nascere la parte cattiva è da considerarsi dall’Ue come aiuto di Stato? Già siamo sotto sanzione con Bruxelles per lo stanziamento del Caimgnaccia, vogliamo vedere come risolviamo anche questa magagna, siamo messi come il porco, direi.
Terza domanda: che cosa ce ne facciamo noi italiani della italianità della compagnia? Vogliamo volare a prezzi più convenienti o vogliamo le righe verdi, bianche e rosse sull'aereo?
Era così nocivo agli italiani vendere tutto ad Air France in marzo?
BLK




1 commenti:
Non era negativo vendere ad Air France, peccato che a suo tempo, i sindacati abbiano detto NO a qualsiasi esubero.
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